Tre mesi, un istante
Dalla fine dell’estate a oggi, sono volati tre mesi e si sono portati via il sole, Ermanno e un pezzo della nostra fanciullezza. Non siamo più figli, anche se alcuni di noi hanno ancora genitori da andare a trovare. I capricci di ieri sono i malumori passeggeri di oggi, perché la consapevolezza ha preso il sopravvento e non possiamo più rimandare il futuro. In un istante tutti i sentimenti sono rimasti sospesi sulle nostre teste, come nuvole in attesa di piovere. E, nonostante tutta la pioggia di questi giorni, l’inverno non è ancora finito. Forse, in un istante passeranno altri tre mesi e ci ritroveremo in primavera. Forse basterà un solo istante per far tornare il sorriso. Forse, se continuiamo a resistere, avremo nascite e guarigioni da festeggiare. Forse, tutto questo dolore compresso servirà a far esplodere gioie inattese. Leggo questa bella poesia postata da rosmilla che riassume il nostro semplice compito quotidiano: non dare nulla per scontato.
Bella questa poesia, me l’avevi fatta leggere. Soprattutto le ultime due strofe che tanto bene rispecchiano il modo di vivere di molte persone. Piuttosto che pensare, preferiscono andare di corsa e dire:”non ho tempo”. Ma il tempo non ce l’ha nessuno, abbiamo solo differenti modi di trascorrerlo: vivendolo appieno o rincorrendolo.
La poesia di Wisława Szymborska è veramente bella. Leggera e profonda allo stesso tempo.
Quello che scrivi tu invece è profondamente diretto, reale e quotidiano.
Io mi sento vicino ad entrambe e mi permetto di chiudere il commento con una cosa che ho scritto quasi diciotto mesi fa, contro la disattenzione e il passare troppo veloce del tempo. Caspita come passa il tempo!
“DICORSA”
Corri, corri
di continuo
non guardi mai
abbassi la testa
e corri.
Poi ti fermi
alzi la testa
fai quello che devi fare
recuperi quanto possibile
e pensi.
Forse
non ti conviene
pensi
forse
è già troppo tempo
Troppo
e così abbassi la testa
non ci pensi più
magari alla prossima
e ti rimetti a correre.
Ah guarda, nessuno più di me crede nella condivisione! La solitudine è apprezzabile solo per brevi momenti e, più che la solitudine, direi il silenzio
… e basta, basta, basta, essere soli, basta…